CASTIGLIONE GARFAGNANA

LA GARFAGNANA

 

Ludovico Ariosto descrisse la Garfagnana in provincia di Lucca come una “terra di lupi e di briganti”. Questo territorio di confine racconta una Toscana diversa, meno dolce e collinare ma più selvaggia, e montuosa. Si resta incantati dalla bellezza autentica, rimasta pressochè intatta nei secoli. Ed è qui, circondato da boschi e da una natura aspra, che su una collina si erge in borgo di Castiglione Garfagnana, che ci racconta una storia lunga secoli.

CASTIGLIONE GARGANANA: UNA STORIA TRAVAGLIATA

Per la sua posizione di controllo sulla via che conduceva al passo di San Pellegrino, uno dei più facili passaggi dell’Appennino, i romani vi costruirono un castro difensivo, Castrum Leonis, il Castello del Leone. Per la sua posizione strategica il Castello fu spesso attaccato durante il Medioevo. Cruento fu l’assalto del 1170 da parte dei lucchesi, che provocò molti danni. Fu ricostruito, ma da allora Castiglione Gafagnana divenne promotore di una lega di comuni del territorio (ancora oggi fortemente legati) contro la repubblica di Lucca. Nel 1200 però Lucca tornò parte del Sacro Romano Impero ed ottenne l’investitura imperiale sulla Garfagnana, che fu divisa in Vicarie: Castiglione Garfagnana divenne la più importante vicaria della Valle del Serchio. Il Castello fu nuovamente fortificato dai lucchesi nel 1371, quando do ne tornarono in possesso: furono costruite le cinte murarie e una serie di torrioni.

Da allora un continuo di guerre e assalti: prima dei fiorentini, poi degli estensi, poi di nuovo dai lucchesi.

LA FORTEZZA PIU’ IMPORTANTE DELLA REPUBBLICA DI LUCCA

 

Tra il XV e il XVIII secolo l’importanza strategica di Castiglione si accrebbe ancora di più. La Garfagnana e la vicina Lunigiana infatti furono divise tra vari stati. Castiglione rimase una enclave della Repubblica di Lucca completamente circondata dal Ducato di Ferrara e poi di Modena. Castiglione controllava la più importante strada attraverso la quale gli Estensi avrebbero potuto inviare truppe e rifornimenti in Val di Serchio. Da qui l’ importanza di Castiglione rispetto ad altre terre lucchesi in Garfagnana e Lunigiana Castiglione: per questo la Repubblica, investì ingenti somme nel costante potenziamento delle sue fortificazioni.

 

UN’ESPERIENZA UNICA: Il “CASTELLO VIVENTE” DELLA VALLE DEL SERCHIO

 

Visitare oggi Castiglione Garfagnana è un’esperienza unica: il salto nel tempo è immediato e sembra di entrare in un Castello Medievale vivente. Nella rocca i suoi tre torrioni hanno ancora i beccatelli pensili per aumentarne la superficie e agire riparati attraverso piccole aperture nel pavimento. Le mura alte 17 metri sono ben conservate. Oggi è una residenza privata e il proprietario permette le visite guidate su prenotazione. Bellissimo il profondo pozzo indispensabile per avere acqua potabile durante gli assedi e il cunicolo segreto, l’ultima via per abbandonare il castello in caso di pesante sconfitta.

IL CENTRO ABITATO FORTIFICATO

 

Il borgo si è sviluppato negli anni attorno al castello e cito di alte mura fortificate: 750 metri con camminamenti di ronda e feritoie di controllo. Nel borgo si entra attraverso tre porte, anche se originariamente ce n’era una sola ben protetta da un profondo fossato e un ponte lavatoio.

 

LE CHIESE DI SAN PIETRO E SAN MICHELE

 

La chiesa di San Pietro è la più antica ed è stata costruita nel 723 per volere di due fratelli longobardi Aurinad e Gudfrid: un piccolo capolavoro. La chiesa di San Michele è di origine romana e la facciata ha un ornamento in stile tardo gotico realizzato in pietra e marmo rosso proveniente dalle vicine cave di San Rosso. Fu terminata nel 1403. Entrambe le chiese testimoniano la storia del Borgo, fatta di realizzazioni che si sono modificate nel tempo della sua lunga e travagliata storia. All’interno della Chiesa, oltre a una preziosa Madonna col Bambino del 1389 di Giuliano di Simone da Lucca troviamo un crocefisso ligneo che, insieme ad altri oggetti, fu portato qui dalla Cappella di San Cristoforo in Verrucchia, un piccolo Castello vicino che fu distrutto nel 1371.

LA LEGGENDA DEL BUFFARDELLO

 

Ancora oggi nelle campagne intorno a Castiglione Garfagnana si crede alla presenza di Buffardello, uno spiritello invisibile che nella notte si diverte a legare le code  e le criniere dei cavalli con nodi difficili da sciogliere.

LA LEGGENDA DEL MULIN DEL BUTRION

 

La Garfagnana, ricca di corsi d’acqua, per secoli è stata una terra ricca di mulini e addirittura la ricchezza di un paese si misurava contando i mulini che aveva. La leggenda vuole che la maggior parte dei mulini fossero gestiti fa mugnai dall’anima nera, come il Bertone del Mulin del Butrion, grande bestemmiatore, che si rifiutò di andare perfino alla Messa di Natale, mettendo in moto la sua macina: l’Arcangelo Gabriele lo seppellì con una grossa frana. Ancora oggi passando da quelle parti la notte di Natale si sentono strani rumori come il fragore di catene e il girar di macine.

Sono pochi i mulini rimasti ancora attivi, che producono le farine di grano, di formenton, di neccio, e di farro.


I PRODOTTI TIPICI

Il clima e le caratteristiche morfologiche del comune di Castiglione Garfagnana hanno favorito fin dai tempi lontanissimi lo sviluppo dell’agricoltura e l’utilizzo dei prodotti del sottobosco.

Ancora oggi i prodotti tipici di Castiglione Garfagnana evocano sapori di antica tradizione.

IL FARRO

Dopo averne smarrito la memoria per diversi anni, il farro è stato riscoperto e la Garfagnana è diventata una terra d’eccellenza: qui cresce alto e rigoglioso con chicchi grossi, bianchi, regolari. Qui si è raffinata la varietà migliore, che non a caso è stata tra i primi prodotti della cucina povera a guadagnarsi il marchio europeo IGP

LE CASTAGNE

 

Fresche, bollite, alla brace, essiccate a fuoco lento, secche o per ricavarne la farina: nei fitti boschi di castiglione i castagneti abbondano e la cultura delle castagne ha una tradizione secolare. Nei periodi di carestie, di assedi o di guerre la castagna e la sua farina erano il piatto principale che ha salvato la popolazione. La polenta di castagne, i necci, il castagnaccio, le frittelle….tutti piatti tipici che a Castiglione Garfagnana puoi trovare ovunque.

 

ALTRI PRODOTTI

 

Per il resto, funghi e tartufi sono la base della gastronomia locale. Come formaggi freschi e ricotta. In abbondanza i prodotti del sottobosco: lamponi, more, fragole e mirtilli, utilizzati per la trasformazione in confetture e sciroppi; e il miele. Molto diffusa è infatti l’apicoltura: miele di acacia, di castagno e mille fiori sono i principali

ITINERARIO: DA CASTIGLIONE GARFAGNANA A SAN PELLEGRTINO IN ALPE

Partendo da Castiglione di Garfagnana,tre sono i principali itinerari per scoprire le bellezze storiche e naturali della della zona.

In automobile: si percorre la Strada Provinciale 324 del Passo delle Radici in direzione nord fino a raggiungere il Casone di Profecchia e Passo delle Radici. Quindi si prosegue verso San Pellegrino in Alpe. Si consiglia la visita al santuario e al Museo Etnografico.

A piedi: partendo dal parcheggio auto seguire i cartelli Garfagnana Trekking (GT). Il percorso si snoda in mezzo a folti boschi di castagni e attraversa due piccole località, Isola e l’antico insediamento di Valbona. Il sentiero continua a salire, mentre ai castagneti si sostituiscono le faggete fino a raggiungere prati adibiti a pascolo. In prossimità di San Pellegrino sono visibili alcuni edifici, costruiti in pietra, in passato destinati all’accoglienza dei viandanti. Nell’ultimo tratto il percorso coincide con l’antica via Vandelli, una mulattiera con fondo selciato. Attraversata una volta, sormontata dai locali dello spedale, si giunge nella piazza di San Pellegrino in Alpe.

Tuscany è un marchio di CARTIERE CARRARA S.p.A. – V.le S. Lavagnini, 41 – 50129 Firenze (FI), Italia – info@www.labellezzadellacarta.itPrivacy