Il treno a vapore della Valdorcia

Viaggiare sul treno a vapore è un’esperienza indimenticabile, molto amata da grandi e piccini. Si parte da Siena per scoprire le Crete Senesi, la Val d’Orcia e i borghi dell’Amiata.

Ogni viaggio del Treno Natura è legato ad un evento speciale, una sagra dedicata a prodotti tipici come il vino, l’olio, i funghi o il tartufo, una rievocazione storica o una festa tradizionale. 

La ferrovia della Valdorcia

C’era una volta la linea Asciano Montantico. Chiamata a ferrovia della Valdorcia perché attraversava tutta questa bellissima terra, passando attraverso le Crete Senesi e arrivava fino alla Maremma, collegando tutti i borghi di questi meravigliosi territori. Ed era fondamentale e di vitale importanza per il trasporto di merci e di persone verso Castelnuovo Berardenga, Asciano, Trequanda, San Giovanni d’Asso, Torrenieri, Montalcino, Monte Amiata, Monte Antico, Murlo, Buonconvento, Monteroni d’Arbia, fino ad arrivare al capoluogo, Siena. Poi gli abitanti di questa zona, come molte altre d’Italia, divennero sempre meno e le merci iniziarono a viaggiare sempre più su gomma…. Fatto sta che nel 1994 la ferrovia venne chiusa: classificata come “ramo secco” non era più conveniente tenerla in servizio. Ma poco dopo riaprì…

La nascita del Trenonatura

Il 27 settembre 1994 le Ferrovie dello Stato chiusero al servizio viaggiatori la ferrovia Asciano – Monte Antico. La linea evitò il destino riservato ad altre linee chiuse nello stesso periodo, grazie alle proteste degli enti locali: l’armamento fu preservato e la linea fu destinata a treni charter gestiti da agenzie turistiche.

Questo tentativo non ebbe successo, ma sul finire dello stesso anno, le FS incaricarono l’associazione Ferrovia del Basso Sebino (FBS), che si era occupata di riaprire al servizio turistico la Palazzolo – Paratico Sarnico, a sperimentare un’analoga attività sulla linea Asciano – Monte Antico.

Attraversando la zona delle Crete Senesi e la vallata del fiume Orcia ai piedi del Monte Amiata, la linea si trova infatti in un territorio di particolare valore ambientale e paesaggistico, dove tra l’altro si produce un vino molto pregiato, il famoso Brunello di Montalcino e dove è stato istituito il Parco Artistico Naturale e Culturale della Val d’Orcia, oggi riconosciuto anche dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Fu istituita quindi una nuova associazione, denominata FVO – Ferrovia della Val d’Orcia, che ripristinò il progetto del Trenonatura, grazie anche al sostegno di Stefano Maggi, professore dell’Università di Siena, e di Giancarlo Palazzi.

E fu subito un successo. Per contenere i costi, i volontari dell’Associazione Ferrovia Val d’Orcia si occupano della vendita dei biglietti, dell’assistenza ai clienti e della valorizzazione delle attrattive esistenti lungo la linea. Questa iniziativa vuole dimostrare come sia possibile, con forme innovative di gestione, il riutilizzo delle ferrovie secondarie, che percorrono zone rimaste estranee a fenomeni di urbanizzazione e industrializzazione, rivestendo per questo un fondamentale ruolo naturalistico. Con l’iniziativa conserva un importante patrimonio di “archeologia industriale”. 

Gli itinerari

Le escursioni con il Trenonatura durano una intera giornata e partono e arrivano alla stazione di Siena dove sono possibili le coincidenze con i treni regionali di Trenitalia. Ciascun treno percorre l’anello ferroviario Siena – Monte Antico – Asciano – Siena.

In ogni escursione il treno si ferma in una stazione diversa della ferrovia Asciano – Monte Antico dove i viaggiatori possono scendere visitare il paese e quelli limitrofi. Spesso sono organizzati pranzi e mercatini dove si possono gustare e comprare i prodotti tipici della zona.

Con il Trenonatura è possibile visitare i musei aderenti al circuito Musei Senesi dove è possibile vedere numerosi reperti archeologici, opere d’arte e strumenti della vita contadina.

È inoltre possibile abbinare il treno con la bici ed il trekking: da ogni stazione si dipartono numerosi sentieri e piste ciclabili ben segnalate.

Gli itinerari sono tanti, inconsueti e tutti irresistibili per la bellezza dei territori attraversati: certi paesaggi non si possono vedere se non dal treno. In alcuni punti non ci sono strade e la ferrovia passa in mezzo a colture e greggi, attraversando audaci viadotti e gallerie, superando colline, costeggiando corsi d’acqua: il tempo sembra essersi davvero fermato guardando la nuvola di vapore che ci accompagna per tutto il viaggio. Finalmente si scende in romantiche stazioni per incamminarsi in sentieri, raggiungere pievi, borghi e castelli, fattorie per una degustazione, e partecipare a sagre e feste paesane.

Scopri tutti gli itinerari su
http://www.terresiena.it/it/trenonatura/calendario
https://www.ferrovieturistiche.it/it/fvo/
https://static-ferrovieturistiche-2.s3.amazonaws.com/static/pdf/fvo.pdf

I vagoni e le locomotive storiche

Per Il treno natura le FS hanno messo a disposizione quattro tipi di LOCOMOTIVE che si alternano in base alla disponibilità ed efficienza e due tipi di CARROZZE

 

Locomotive

MODELLO 741-120 con preriscaldatore Franco-Crosti. Anno di costruzione: 1953. Anni di esercizio: 1954-1978 Velocità massima: 60 km/h Alimentazione: Carbone Autonomia: acqua: 22.000 litri, Carbone 6.000 kg.

MODELLO 640-148 con tender.  Anno di costruzione: 1907-1911. Anni di esercizio: 1907-oggi. Velocità massima: 100 km/h Alimentazione: Carbone

MODELLO 685-089 con tender per treni diretti e direttissimi.  Anno di costruzione: 1912-1928. Anni di esercizio: 1912-oggi Velocità massima: 120 km/h Alimentazione: Carbone

MODELLO 625-100 per trasporto misto merci/viaggiatori.  Vennero soprannominate LE SIGNORINE per la linea aggraziata e le dimensioni compatte. Anno di costruzione: 1910-1922. Anni di esercizio: 1910-1976 Velocità massima: 80 km/h Alimentazione: Carbone.

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Carrozze

CENTOPORTE: progettate per treni locali con forte affollamento e, come tanti rotabili dell’epoca accomunati da uno schema concettualmente derivato dalle diligenze, risultavano caratterizzate da numerose porte per ogni fiancata (fino a dieci nel caso di alcune vetture a 4 assi) allo scopo di favorire la rapida salita e discesa dei passeggeri. 

Anno di costruzione: 1931- 39; 1948-51. Anni di esercizio: 1931-1988 Capacità: 78 posti in seconda classe

CORBELLINI: Il nome deriva da quello del ministro dei Trasporti nel periodo della ricostruzione post-bellica Guido Corbellini che, dopo averle progettate quando era Capo del Servizio Materiale e Trazione delle Ferrovie dello Stato, ne ordinò la costruzione.

Anno di costruzione: 1948, 1963. Anni di esercizio: 1948-1992. Capacità: da 68  a 76 posti in seconda classe.

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