IL CACCIUCCO DI CECI

IGREDIENTI PER 4 PERSONE

  • 400 gr. di ceci già cotti
  • 200 gr. di bietoline (o bietola)
  • 400 gr. di pomodori pelati
  •  mezza cipolla
  •  1 spicchio d’aglio
  • 1 acciuga sotto sale
  • olio extravergine d’oliva
  • sale
  • pepe nero
  •  pane casalingo
  •  parmigiano grattugiato
  • pecorino romano

PREPARAZIONE

  1. È preferibile usare ceci secchi. metterli a bagno la sera precedente in un recipiente adeguato
  2. Bollire i ceci a fuoco bassissimo per 1 ora e 15 min
  3. Lavare bene le bietole e tagliarle a listarelle
  4. Far soffriggere in un tegame con olio extravergine d’oliva, la cipolla tritata, l’aglio intero e l’acciuga lavata e diliscata
  5. Prima che inizi a prendere colore unire le bietole e poca acqua di cottura dei ceci
  6. Fare appassire le bietole
  7. Unire quindi i pomodori e salare quanto basta
  8. Cuocere per circa mezz’ora aggiungendo altra acqua di cottura dei ceci
  9. Aggiungere pepe quanto basta
  10. Unire i ceci e fare insaporire per 10 minuti
  11. Abbrustolire le fette di pane per servirle separatamente per essere spezzettate dentro il cacciucco o mettere direttamente la fetta dentro al piatto
  12. Cospargere il formaggio grattugiato e altro pepe se di gradimento

TOSCANA: NON SOLO FAGIOLI

In Toscana il legume più diffuso è il fagiolo. Ne esistono tante varietà, come ad esempio il fagiolo rosso di Lucca, il bianco di Sorana, il cannellino di Sorano ed altri 33 ecotipi, che hanno dato vita a svariate gustose ricette, tanto da poter affermare che il popolo toscano si è guadagnato senza dubbio l’appellativo di “mangia fagioli”.

Ma in Toscana c’è anche un altro legume con un numero molto inferiore di varietà,  meno diffuso, ma che ne vanta gustose e antiche ricette: il cece.

LA RISCOPERTA DEL CECE E DELLE SUE ANTICHE VARIETA’

Negli ultimi anni c’è stata la riscoperta e il recupero di vecchie coltivazioni locali che avevano caratterizzato il periodo del secondo dopoguerra prima di essere abbandonate con l’esodo dalle campagne.

Tra le principali:

-la specie “cicer arietinum” del Valdarno, utilizzata principalmente per la pasta e ceci fiorentina. Anticamente era coltivata nella zona del Pratomagno e oggi si è estesa anche in alcune aree della provincia di Firenze e Siena. Per questo ha nomi diversi: Cece Piccino del VadarnoCece Nostrale Piccolo e Cece piccino del Chianti.

 

-il “cece rugoso della Maremma” è usato per realizzare la “cecina”. Si trova nel comune di Sorano e in varie zone della provincia di Grosseto.

-il “cece rosa di Reggello” si distingue per le piccole dimensioni tanto da meritare il diminutivo di “cecino”. E’ questa la varietà che Paolo Petroni, ne “Il grande libro sulla vera cucina toscana”, consiglia di utilizzare per un piatto antico: il cacciucco di ceci.

IL CACCIUCCO DI CECI – ORIGINE DEL NOME

L’ironia dei Toscani è proverbiale e non è mai mancata nemmeno in cucina. Per esorcizzare le ristrettezze economiche del passato fu dato a questo piatto povero popolare il nome di cacciucco. Un pesce infatti c’è, ed è un’acciuga sotto sale. Un cacciucco povero, quindi, tanto povero che non sa di pesce. Ma è comunque una vera leccornia riservata ai giorni di festa, un piatto gustosissimo a base di ceci.

UN “GUAZZABBUGLIO” DA LECCARSI I BAFFI

Sembra che la parola cacciucco derivi dal termine turco küçük, che significa ‘di piccole dimensioni’. In Toscana il termine ha assunto però il significato di mescolanza, miscuglio, guazzabuglio (di pesci diversi, nel caso del cacciucco alla livornese) e pare che questo sia il significato da attribuire a questa gustosa ricetta contadina, ovvero un miscuglio di ceci, bietola e pomodoro.

Il cacciucco di ceci è una zuppa che può anche essere servita come piatto unico, visto che i ceci, noti come la carne dei poveri, sono ricchi di carboidrati, proteine, fibre e vitamine. Inutile dire che è fondamentale usare ceci di qualità

Tuscany è un marchio di CARTIERE CARRARA S.p.A. – V.le S. Lavagnini, 41 – 50129 Firenze (FI), Italia – info@www.labellezzadellacarta.itPrivacy