Formare una fontana con la farina setacciata e il lievito.
Sbattere le uova con lo zucchero e unire nel centro della fontana di farina con la scorza del limone grattugiata e un pizzico di sale.
Impastare con le dita, unire il burro a temperatura ambiente e lavorare il composto fino a che non risulterà liscio e omogeneo.
Tirare la sfoglia ad uno spessore di circa 2-3 mm
tagliare in rombi con la ruota dentellata praticando due tagli anche all’interno del rombo
Friggere in olio caldo di arachide fino a quando non si saranno dorati da entrambi i lati.
Scolare su carta assorbente per asciugarli dall’olio in eccesso
spolverare con zucchero a velo.
Il Carnevale e i dolci fritti
Nel periodo di Carnevale in Toscana sono d’obbligo i dolci fritti. Ma l’origine non è affatto propria di questa regione.
Infatti si ritiene che l’origine della pasta dolce fritta risalga all’antica Roma, dove ogni 17 marzo si tenevano i Leberalia, le feste pagane in onore del dio Liber Pater più conosciuto come Bacco. In quel periodo i giovani divenuti maggiorenni vestivano la toga virile e per le strade si vendevano focacce di farina e miele fritte nel grasso di maiale. Erano chiamate libae o frictilia, e proprio per questo nome in molti riconoscono in questi dolci l’origine delle frittelle.
I cenci: un nome tutto toscano
La tipicità tutta Toscana sta quindi solo ed esclusivamente nel nome: cenci, il plurale di cencio.
Il termine è documentato fin dal XIII secolo e deriva derivava da brandello di stoffa. Nei dizionari infatti troviamo anche questa accezione: “Al plurale, nome di un dolce toscano di pasta sottile, tagliato a strisce, rettangoli, pezzi informi come i cenci”.
I nomi nelle altre regioni
Nelle altre ragioni d’Italia prendono il nome di galani, dallo spagnolo “gala”, fiocco; o di frappe o sfrappe dal francese antico “frape”, striscia di stoffa smerlata.
Tra i nomi regionali troviamo anche “chiacchiere”, “bugie”, “fiocchetti” e “meraviglie”.
Tanti modi di chiamare un solo dolce ma il significato è nella maggior parte dei casi lo stesso: il richiamo alla particolare forma smerlata dei margini della pasta tagliata a strisce e poi fritta.
Ma quando invece vengono indicati come “bugie” o “chiacchiere”? Forse un richiamo al Canevale quando ogni scherzo vale?