LA CARABACCIA FIORENTINA

INGREDIENTI PER 2 persone

 

  • 3 cipolle rosse (medio grandi)

  • 300 ml di brodo vegetale (1 carota e 1 gambo di sedano, olio e sale)

  • 25 g di burro

  • olio

  • 2 cucchiai di mandorle tritate

  • 1 cucchiaio di aceto

  • 1 cucchiaio di zucchero di canna

  • 1 cucchiaino di cannella in polvere

  • parmigiano grattugiato, cannella e zucchero per spolverare

 

PREPARAZIONE

 

  • Affettare finemente le cipolle
  • rosolare per qualche minuto con olio e burro
  • Aggiungere un terzo di brodo vegetale preparato in precedenza
  • Dopo un po’ aggiungere un altro terzo del brodo e versare le mandorle tritate, un cucchiaio di aceto, lo zucchero e la cannella.
  • Dopo qualche minuto aggiungere l’ultima parte del brodo
  • Cuocere a fuoco lento per circa 30 minuti.
Distribuire la zuppa in recipienti monoporzione.
  • Spolverare parmigiano grattugiato, zucchero e cannella
  • Lasciare per qualche minuto in forno.

LA ZUPPA DI CIPOLLE HA UN ANTENATO PRESTIGIOSO

 

In moltissimi ristoranti di Firenze si serve la popolare zuppa di cipolle, tradizionale piatto povero buonissimo e molto richiesto da più di un secolo.In pochi posti, però, si può trovare ancora la versione originale, più ricca e meno popolare: la carabaccia. Rispetto alla semplice zuppa di cipolle la carabaccia ha un carattere che la rende unica e molto particolare. Un gusto che sorprende per la sua dolcezza e l’aroma distintivo della cannella.

LA PREFERITA DA LEONARDO DA VINCI

 

Pare che il genio ne andasse matto. Essendo infatti vegetariano ed avendo la carabaccia un sapore molto particolare, si dice che Leonardo da Vinci la mangiasse almeno una volta alla settimana.

UN PIATTO TIPICAMENTE RINASCIMENTALE

 

Durante il Rinascimento era molto in voga enfatizzare il gusto dolce dei cibi, anche attraverso l’aggiunta di zucchero ed aromi dolci, ad esempio amaretti e mostarda di frutta.

Le cipolle, si sa, hanno di per sè un sapore dolce, ma nella carabaccia vengono ulteriormente addolcite dall’uso di aceto, zucchero e mandorle. Con un tocco finale di cannella. Risultato: un gusto particolarissimo e autenticamente rinascimentale.

CATERINA DE’ MEDICI E LA STORIA DELLA CARABACCIA

 

Se la Corte parigina divenne la più importante in tutta Europa in fatto di arte culinaria e buone regole di Galateo, ciò fu in gran parte merito di Firenze e di piatti tipici come la carabaccia.

Siamo nel 1533 quando il Duca D’Orleans divenne Enrico II re di Francia. La sua sposa era Caterina De’ Medici che portò a corte da Firenze, tra le altre cose, anche raffinatezza di modi e arte culinaria. Si dice ad esempio che fu Caterina ad introdurre l’uso della forchetta nelle corti francesi. Ma la cosa più importante è che Caterina fece arrivare da Firenze i suoi cuochi più fidati e con loro le ricette della sua città, che oggi sono note come tipiche della cucina francese. Ad esempio la frittata divenne l’omelette, il cibreo si trasformò in fricassée, la salsa colla, cioè la besciamella, divenne béchamel e la nostra carabaccia la soupe à l’oignon. I cuochi francesi alla Corte di Parigi elaborarono le ricette toscane sostituendo l’olio d’oliva con il burro e dando loro nomi francesi.

Insomma Caterina dè Medici modificò il menù di Corte fino ad allora composto quasi solamente a base di carni.

 

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